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Bucci: “ETS2 rischia di diventare una tassa per il 90% degli italiani che utilizzano il gas senza benefici per la transizione”

Marta Bucci, Direttore Generale di Proxigas, nel corso dell’evento “Governare la transizione, ETS e ETS2, quale impatto per l’Italia

L’ETS2 rischia di impattare economicamente sul 90% delle famiglie italiane che oggi utilizzano il gas, con benefici molto ridotti. Infatti, l’efficacia dello strumento dipenderà dalla possibilità per i consumatori di scegliere soluzioni alternative al gas realmente disponibili e accessibili dal punto di vista economico. Tuttavia, fino ad oggi, nonostante il Superbonus e gli elevati prezzi del gas nel 2021-2022, non si sono verificati fenomeni significativi di switch dal gas verso l’elettrificazione. Le ragioni sono diverse, prime fra tutti il quadro strutturale del parco immobiliare italiano e la situazione patrimoniale dei proprietari di abitazioni. Il risultato è che i consumatori faticano a trovare soluzioni alternative tecnicamente realizzabili e/o economicamente accessibili, come emerge anche dallo studio di Bip Consulting commissionato da Proxigas, “La decarbonizzazione dei consumi termici residenziali”. È quanto ha sottolineato Marta Bucci, Direttore Generale di Proxigas, nel corso dell’evento “Governare la transizione, ETS e ETS2, quale impatto per l’Italia”, organizzato da Forza Italia presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati.

LIMITI E CRITICITA’ DELL’ETS PER IL RESIDENZIALE

Bucci ha illustrato con chiarezza i principali rischi e le criticità legate all’estensione del sistema ETS al settore residenziale, sottolineando l’urgenza di un approccio pragmatico e basato sui dati. In quest’ottica, il direttore generale di Proxigas Bucci ha richiamato la necessità che le istituzioni europee adottino un approccio più aderente alla realtà dei diversi Paesi membri introducendo norme che accompagnino il cambiamento, invece di imporlo. “Bisogna guardare a cosa è realmente possibile fare, cosa che finora la Commissione Europea ha molto trascurato”.

Con l’impostazione attuale, si rischia di generare un impatto economico rilevante su una platea vastissima, senza che esista una reale alternativa tecnologica praticabile per la maggior parte delle abitazioni italiane.

“L’ETS rappresenta un tema che impatta a livello economico e sociale, sulla competitività delle industrie e sulla tenuta del sistema sociale”, ha sottolineato il dg di Proxigas, invitando a riflettere sul rapporto tra costi sociali e benefici attesi.

IL NODO DEL PARCO RESIDENZIALE

L’ETS2 entrerà direttamente nel quotidiano dei cittadini, colpendo i consumi energetici del settore residenziale. Ed è proprio qui che, secondo Bucci, emerge la distanza tra gli obiettivi europei e la realtà italiana: “Abbiamo poco meno di 20 milioni di caldaie, il 70% delle abitazioni usa il gas. Non vediamo fenomeni significativi di elettrificazione”.

Il quadro strutturale del parco immobiliare italiano rappresenta un ulteriore vincolo. “Abbiamo 16 milioni di edifici in classe energetica F e G, e meno di 6 milioni possono ospitare una pompa di calore”, ha sottolineato. Una platea che si restringe ancora se si considera la capacità economica dei proprietari: “Se guardiamo al reddito del proprietario, scendiamo a meno di 2 milioni.”.
“Per il 90% dei consumatori di gas l’ETS2 potrebbe quindi essere solo una tassa. Possiamo permetterci di tassare un numero così elevato di persone per favorire uno switch verso l’elettrificazione di un numero così ridotto di consumatori?”.

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