
DL Bollette, Proxigas: “Il gas resta centrale per sicurezza, competitività e transizione”
Nel percorso di conversione del DL Bollette (decreto-legge 20 febbraio 2026, n. 21) Proxigas ha partecipato alle audizioni svolte dalla X Commissione Attività Produttive della Camera, ribadendo un punto chiave: il gas naturale continuerà a rappresentare un pilastro del sistema elettrico e più in generale del sistema energetico italiano anche nel medio-lungo periodo.
Domanda resiliente e ruolo di bilanciamento
La centralità del gas va letta alla luce della crescente penetrazione delle fonti rinnovabili non programmabili. Se da un lato la quota di rinnovabili nella generazione elettrica è aumentata in modo significativo negli ultimi anni, dall’altro la variabilità di tali fonti comporta un fabbisogno crescente di flessibilità e strumenti di bilanciamento.
Dopo la contrazione legata alla crisi geopolitica, la domanda di gas si è stabilizzata nel 2024 ed è tornata a crescere nel 2025 (+2,1%), dinamica fortemente influenzata dalle condizioni climatiche e dall’andamento della generazione rinnovabile. Nella produzione elettrica il gas copre oltre il 40% del totale, con punte superiori al 50% nei mesi invernali.
Industria, residenziale e nuovi consumi elettrici
Nel settore industriale il gas resta difficilmente sostituibile nei processi ad alta temperatura, che concentrano la maggior parte dei consumi sopra i 500 °C. Nel comparto residenziale, copre ancora circa la metà del fabbisogno energetico. L’elettrificazione tramite pompe di calore procede, ma incontra limiti tecnici ed economici rilevanti, soprattutto nelle abitazioni meno efficienti.
Inoltre, anche i nuovi consumi elettrici – come la ricarica dei veicoli elettrici e l’uso delle pompe di calore – non coincidono automaticamente con un utilizzo prevalente di rinnovabili, poiché si concentrano spesso in fasce orarie in cui la quota di energia verde nel mix è più contenuta, rendendo necessario il contributo della generazione termoelettrica.
Promuovere la competitività del mercato gas italiano
Proxigas condivide l’importanza e la necessità di rafforzare la competitività del sistema italiano, accelerando l’integrazione dei mercati europei. Al tempo stesso evidenzia l’importanza di adottare misure strutturali che vadano in questa direzione.
Il differenziale di prezzo tra il PSV italiano e gli hub del Nord Europa non è attribuibile soltanto a dinamiche di mercato, ma al cumulo dei costi di transito – il cosiddetto “pancaking” – applicati dalle reti dei Paesi attraversati dal gas diretto in Italia, in particolare Germania, Francia e Svizzera. Si tratta di oneri che si sommano lungo le diverse tratte e che incidono strutturalmente sul prezzo finale pagato dal sistema italiano.
In questo quadro, si valuta positivamente la previsione che affida ad ARERA il compito di presentare al MASE una proposta per la piena integrazione dei mercati del gas naturale. L’auspicio è che si tratti di un intervento strutturale, da sostenere anche in sede europea, che consideri in modo organico tutte le rotte di approvvigionamento rilevanti per l’Italia.
Il tema della competitività, inoltre, non si esaurisce nello spread tra PSV e TTF. Il prezzo del gas in Italia – come in Europa – è influenzato da un contesto globale caratterizzato da una crescente competizione tra aree economiche. L’Europa resta il continente più dipendente dalle importazioni: gli Stati Uniti sono esportatori netti, la Cina copre con produzione domestica circa il 60% dei propri consumi, mentre l’Unione europea soddisfa con risorse interne meno del 10% della domanda.
In questo scenario l’Italia si colloca tra i principali Paesi importatori al mondo, al sesto posto per volumi. Il GNL ha assunto un peso crescente nel mix nazionale, superando il 32% delle importazioni nel 2025. Una fonte che offre flessibilità e diversificazione, ma che espone il Paese alla competizione globale per l’accesso ai carichi, con inevitabili ripercussioni sui prezzi.
Per rafforzare sicurezza e competitività del mercato italiano, occorre quindi sviluppare le seguenti linee di azioni prioritarie: 1) diversificare ulteriormente le fonti di approvvigionamento, sostenendo investimenti nella produzione – inclusi gas rinnovabili e low carbon – e nelle infrastrutture; 2) rendere più competitivi i terminali nazionali; 3) promuovere contratti di lungo termine, in grado di garantire maggiore stabilità dei prezzi in un contesto internazionale sempre più volatile.
Proseguire verso la decarbonizzazione del settore gas
L’Associazione sostiene l’attribuzione ad ARERA del compito di definire principi e criteri per l’accesso alle infrastrutture di trasporto e stoccaggio della CO₂, nelle more di una disciplina organica sulla CCS.
Per Proxigas è essenziale che il quadro regolatorio sia realmente abilitante, sia per gli impianti di cattura – alcuni già destinatari di fondi europei – sia per le infrastrutture di trasporto e stoccaggio, i cui iter autorizzativi sono in corso. Parallelamente, sarà necessario avviare rapidamente il percorso di definizione del più ampio quadro normativo nazionale per la CCS, come previsto dallo Schema di disegno di legge che prevede la delega al Governo per la definizione di un quadro legislativo di riferimento per la filiera carbon capture and storage.
Gas e transizione: una strategia integrata
Il messaggio di fondo è chiaro: la transizione energetica non può prescindere dal gas, che continuerà a svolgere una funzione strategica per sicurezza, flessibilità e competitività del sistema produttivo. Per questo, accanto alla spinta sulle rinnovabili, occorre – secondo Proxigas – rafforzare il mercato del gas, sostenere gli investimenti in tecnologie low carbon e costruire un quadro regolatorio stabile e coerente con gli obiettivi di decarbonizzazione.
