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Domanda gas in crescita del 15% ad agosto, l’Italia resta leader europea per stoccaggi: i dati del report Polaris di settembre

La domanda nazionale di gas sale trainata dal termoelettrico, aumentano le importazioni di GNL, l’Italia prima in UE per riempimento degli stoccaggi: i dati pubblicati dal report Polaris di settembre.

Prosegue la crescita della domanda di gas in Italia, sostenuta soprattutto dai consumi per il raffrescamento e da una minore produzione idroelettrica. Secondo i dati pubblicati da Polaris, l’osservatorio sul mercato gas avviato da Snam, ad agosto la domanda nazionale ha raggiunto 3,7 miliardi di metri cubi, in aumento del 15% (+0,5 mld mc) rispetto allo stesso mese del 2025.

IL TERMOELETTRICO TRAINA LA CRESCITA

A spingere i consumi è stato soprattutto il settore termoelettrico, cresciuto del 36% (+0,6 mld mc), che ha dovuto sopperire a temperature elevate e a una flessione della produzione idroelettrica rispetto a luglio. Il gas ha coperto il 43% della domanda elettrica del mese, con un incremento di 3,5 TWh rispetto ad agosto 2025. Si conferma la centralità del gas nel garantire la flessibilità e l’affidabilità del sistema elettrico, a fronte della variabilità e intermittenza delle fonti rinnovabili e dei picchi legati alle condizioni climatiche.

I consumi residenziali e del terziario registrano una riduzione del 10%, pari a -43 milioni di metri cubi, e quelli industriali un calo del 6%, pari a -42 milioni di metri cubi.

Nel periodo gennaio-agosto la domanda cumulata ha raggiunto 41,2 miliardi di metri cubi, il +2% rispetto allo stesso periodo del 2025, sempre grazie all’incremento della generazione elettrica a gas (+10%).

IMPORTAZIONI IN AUMENTO, GNL PROTAGONISTA

Sul fronte dell’approvvigionamento, ad agosto le importazioni sono cresciute del 4% (+0,2 mld mc) su base annua. La crescita dei flussi da Tarvisio (+0,2 mld mc, legata alle dinamiche del mercato nord-europeo) ha compensato le flessioni registrate a Mazara del Vallo (-11%), Passo Gries (-8%) e Melendugno (-11%).

A trainare l’aumento è stato soprattutto il GNL, cresciuto del 29% (+0,4 mld mc) grazie alla maggiore disponibilità del terminale di Cavarzere, che dallo scorso aprile ha sostituito le mancate forniture di GNL dal Qatar — conseguenza del conflitto in Medio Oriente — con volumi provenienti dagli Stati Uniti. Nel periodo gennaio-agosto le importazioni di GNL sono salite del 5% (+0,6 mld mc), sostenute anche dai terminali di Ravenna e Piombino.

STOCCAGGI: L’ITALIA PRIMA IN EUROPA

Il capitolo più delicato in vista dell’inverno riguarda il livello di riempimento degli stoccaggi. A fine agosto i depositi italiani avevano raggiunto l’83% di riempimento — 6 punti sotto il livello del 2025, ma comunque ben al di sopra della media europea — e sono saliti all’85% al 18 settembre.

Il dato conferma l’Italia come primo Paese europeo per volumi di gas stoccato, ma il quadro a livello UE resta critico. Secondo i dati AGSI aggiornati al 20 settembre 2026, il livello medio di riempimento dell’Unione europea si attesta al 69,9%, contro l’81,4% dello stesso giorno del 2025 e ben al di sotto della media quinquennale dell’84% — il livello più basso mai registrato per questo periodo dell’anno da quando esiste la rilevazione (2011).

Il Paese con il divario più marcato rispetto al 2025 è la Germania, che gestisce il più grande sistema di stoccaggio EU (246,5 TWh di capacità, il 22% del totale UE) e che al 20 settembre ha un livello di riempimento del 56,8% (76,1% lo stesso giorno nel 2025). Anche Belgio (58,6%) e Paesi Bassi (55,5%) registrano un forte calo rispetto all’anno precedente.

La diversificazione delle fonti e delle rotte di approvvigionamento portata avanti dall’Italia negli ultimi anni si conferma quindi un elemento di solidità del sistema nazionale.

 

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