
Gas, Dell’Orco (Proxigas): “Elettrificazione totale dei consumi è un mito, stoccaggi oltre la media Ue”
L’intervista rilasciata l’11 dicembre a TgCom da Pier Lorenzo Dell’Orco, presidente di Proxigas, l’Associazione nazionale delle industrie del gas
Alla vigilia dell’inverno l’Italia si presenta in una posizione di relativa solidità. Il gas naturale si conferma la fonte fossile più pulita, capace di sostituire gasolio e carbone con benefici ambientali immediati. A dirlo è Pier Lorenzo Dell’Orco, presidente di Proxigas, l’Associazione nazionale delle industrie del gas, nel corso dell’intervista rilasciata giovedì 11 dicembre a TgCom.
IL MITO DELL’ELETTRIFICAZIONE TOTALE
L’elettrificazione totale dei consumi finali è un mito, sottolinea Dell’Orco, poiché “gli aspetti tecnici e la sostenibilità economica rendono impossibile abbandonare completamente il gas e trasformare tutti gli usi finali in elettrico”. L’esempio più emblematico arriva dal settore del riscaldamento. Il presidente di Proxigas sottolinea che, secondo uno studio di BIP Consulting, su 16 milioni di abitazioni in classe energetica F e G, meno di 2 milioni sono realisticamente idonee alla sostituzione dell’impianto a gas con una pompa di calore. Tra vincoli architettonici, limiti economici e complessità tecniche, l’idea di un phase-out totale del gas appare impraticabile. In quest’ottica, le modifiche al Regolamento Ecodesign rispondono al principio di neutralità tecnologica, che dovrebbe governare le scelte normative europee e nazionali per una transizione ecologica realistica.
Al contrario, “il dibattito sull’energia, e in particolare sul ruolo del gas, è stato dominato da posizioni negli ultimi anni molto ideologiche”, afferma Dell’Orco, sottolineando che il gas naturale resta la fonte fossile più pulita, capace di sostituire gasolio e carbone con benefici ambientali immediati. Inoltre, il biometano, in forte crescita in Italia, permette di ridurre drasticamente l’impronta carbonica senza modificare le infrastrutture. Infine, le tecnologie di cattura e sequestro della CO₂, abbinate al metano, consentono di utilizzare il gas come vettore “low carbon”.
STOCCAGGI ALL’83%: ITALIA SUPERA LA MEDIA UE
“La situazione è sotto controllo. Gli stoccaggi italiani sono all’83%, contro una media UE del 72% e il 64% della Germania”, spiega Dell’Orco. I mercati europei mostrano prezzi stabili, con quotazioni forward in lieve ribasso. Ma soprattutto, a fare la differenza è la capacità del nostro Paese di mettere da parte scorte significative, ricorda il presidente. Un cuscinetto che permette di guardare ai mesi freddi con relativa serenità, pur in un contesto internazionale ancora esposto alle dinamiche geopolitiche e ai mercati globali del GNL.
L’INDUSTRIA RALLENTA MA LA DOMANDA DI GAS CRESCE
La domanda italiana di gas è cresciuta del 3% nei primi undici mesi del 2025. Il settore residenziale, invece, nel solo ottobre, ha segnato un +20%. Dati che confermano la forte resilienza dell’utilizzo di gas, nonostante la narrativa sull’elettrificazione totale.
”Le imprese fanno fatica ad abbandonare il gas”, sottolinea Dell’Orco. “Non sempre è tecnicamente possibile ed è spesso economicamente insostenibile». E per le famiglie la situazione è analoga: il 70% degli impianti di riscaldamento domestico usa ancora il gas, e un passaggio massiccio alle pompe di calore si scontra con limiti architettonici, economici e tecnici.
L’INFLUENZA DEI MERCATI GLOBALI SULLE BOLLETTE
L’aumento dell’offerta internazionale di gas, atteso a partire dal 2028 con i nuovi impianti di liquefazione in USA e Medio Oriente, potrebbe portare benefici in bolletta. Nell’immediato, però, la variabile decisiva sarà la domanda globale, soprattutto dall’Asia. «Sono in corso di realizzazione numerosi progetti per aumentare la capacità di liquefazione e quindi di esportazione da Stati Uniti e area del Medioriente. In previsione per i prossimi anni c’è quindi un incremento dell’offerta di gas sui mercati internazionali. Questo potrebbe tradursi in prezzi più competitivi, ma non nell’immediato perché sono progetti molto complessi.
Nel breve periodo, invece, molto dipenderà dalle dinamiche della domanda nelle economie emergenti», osserva Dell’Orco e della domanda di Cina e India. Infatti, la ripresa dell’economia cinese, così come la progressiva sostituzione del carbone in India, potrebbero assorbire parte del gas disponibile e influire sui prezzi europei.
ITALIA SULLA STRADA VERSO HUB DEL MEDITERRANEO
Sul fronte della sicurezza energetica, l’Italia continua a rafforzare il proprio ruolo nel Mediterraneo, sottolinea Dell’Orco. Un obiettivo sempre più vicino, grazie anche agli investimenti in infrastrutture realizzati negli ultimi anni, che hanno permesso anche di diversificare le forniture, riducendo la vulnerabilità alla volatilità dei prezzi. “Abbiamo realizzato in tempi record nuovi terminali di rigassificazione” – ricorda il presidente Dell’Orco – “Oggi importiamo gas da più di dieci nazioni esportatrici”.
“Mai come oggi siamo vicini a diventare un vero hub”, afferma il presidente di Proxigas, sottolineando che le esportazioni di gas dall’Italia sono quintuplicate, arrivando quest’anno a 2 miliardi di metri cubi, soprattutto verso l’Austria. C’è ancora però molta strada da fare, secondo il presidente. «Bisogna continuare ad investire nelle infrastrutture – terminali di rigassificazione, rete di gasdotti e stoccaggi – per sostenere la liquidità del nostro mercato e sviluppare il potenziale di esportazione”, spiega Dell’Orco.
