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Gas globale, domanda record e un sistema più resiliente: cosa dice il Global Gas Report 2026 di IGU e Snam

La domanda mondiale di gas ha raggiunto nel 2025 il record di 4.202 miliardi di metri cubi. Ma il dato forse più interessante del nuovo Global Gas Report 2026 di International Gas Union e Snam non è soltanto la crescita dei consumi: è la capacità del sistema globale di affrontare la crisi geopolitica in Medio Oriente. Produzione, LNG, stoccaggi e diversificazione degli approvvigionamenti hanno cambiato il mercato. Allo stesso tempo, però, AI, data center, elettrificazione e crescita della domanda di elettricità stanno creando una nuova esigenza di gas flessibile. E il rapporto prevede che, se le tendenze recenti continueranno, la domanda mondiale può arrivare a 4.516-4.575 miliardi di metri cubi nel 2030.

Il Global Gas Report 2026 di IGU e Snam, pubblicato il 26 agosto, fotografa quindi un mercato del gas che non sta semplicemente tornando a crescere: sta cambiando struttura. La parola chiave del rapporto è resilienza.

 

4.202 MILIARDI DI METRI CUBI: IL GAS TOCCA UN NUOVO RECORD

Nel 2025 la domanda mondiale di gas naturale è arrivata a 4.202 miliardi di metri cubi, registrando un incremento rispetto all’anno precedente di 69 miliardi di metri cubi, pari all’1,7%.

Tale crescita del 2025 non è stata concentrata in una sola area ma ha interessato tutte le regioni del mondo, ad eccezione dell’Oceania. L’Asia è il principale motore della crescita (+25 miliardi di metri cubi), seguono Medio Oriente (+18 miliardi di metri cubi) ed Europa (+10 miliardi di metri cubi).

A livello settoriale, l’incremento maggiore è arrivato dal settore residenziale e commerciale (+32 miliardi di metri cubi) ed è legato alle condizioni climatiche e all’aumento della domanda per il riscaldamento.

Segue l’industria (+20 miliardi di metri cubi), mentre la generazione elettrica ha registrato un aumento di 17 miliardi di metri cubi. E proprio la generazione elettrica rimane il principale settore di consumo del gas nel mondo, rappresentando circa il 34% della domanda globale.

Il trasporto è stato il comparto con la crescita percentuale più dinamica, aggiungendo circa 9 miliardi di metri cubi.

 

LA CRISI IN MEDIO ORIENTE E L’IMPATTO SUL SISTEMA GLOBALE GAS

La crisi nello Stretto di Hormuz ha rappresentato, secondo IGU e Snam, il più importante stress test per il sistema globale del gas dalla crisi del 2022.

La chiusura ha interessato circa il 20% delle forniture mondiali di GNL, equivalente a circa il 3% dell’offerta globale di gas.

Rispetto al 2022 – quando il sistema non disponeva dello stesso livello di diversificazione che ha oggi – sono aumentate la capacità di liquefazione LNG, la capacità di rigassificazione, gli stoccaggi, le rotte e i fornitori alternativi, la flessibilità contrattuale.

Il risultato è stato evidente sui prezzi. Secondo il rapporto, durante lo shock del 2026 il TTF europeo ha superato 20 dollari/MMBtu (equivalenti a circa 60 euro/MWh). Nel 2022 il picco aveva superato 70 dollari/MMBtu (pari a circa 227 euro/MWh).

La resilienza dimostrata dal sistema è quindi il risultato degli investimenti effettuati dopo il 2022.

 

L’OFFERTA DI GAS

Nel 2025 la produzione globale di gas ha raggiunto il record di 4.147 miliardi di metri cubi.

L’aumento dell’offerta è stato particolarmente concentrato in Nord America, con una crescita di 54 miliardi di metri cubi. Gli Stati Uniti hanno superato la Russia diventando il maggiore esportatore netto di gas al mondo, con esportazioni nette pari a 167 miliardi di metri cubi.Il ruolo americano è ancora più evidente sul mercato del GNL: il gas liquefatto statunitense ha fornito oltre la metà delle importazioni europee di GNL.

Nel 2025 gli scambi globali di GNL hanno raggiunto un altro record, pari a circa 580 miliardi di metri cubi di importazioni nette.

Il quadro viene ulteriormente chiarito dal World LNG Report 2026 di IGU: il commercio mondiale di LNG ha raggiunto 436,98 milioni di tonnellate nel 2025, in crescita del 6,3%, con 24 mercati esportatori e 50 importatori. Gli Stati Uniti hanno esportato 110,74 milioni di tonnellate, pari a circa il 25% dell’export mondiale, davanti al Qatar con 81,51 Mt e all’Australia con 80,32 Mt. Anche l’Europa è tornata a pesare molto sul mercato del GNL: nel 2025 ha importato 126,2 Mt di LNG, 26,1 Mt in più rispetto al 2024.

Il GNL rappresenta un importante strumento per la flessibilità e la sicurezza, ma al tempo stesso espone il sistema alla concorrenza tra Paesi consumatori e quindi a una maggiore volatilità legata a un mercato globalizzato del gas naturale.

 

LA DOMANDA FUTURA: FINO A 4.575 MILIARDI DI METRI CUBI NEL 2030

Se le tendenze osservate recentemente dovessero proseguire, IGU e Snam stimerebbero una domanda globale di gas compresa tra 4.516 e 4.575 miliardi di metri cubi nel 2030.

Rispetto ai 4.202 miliardi di metri cubi del 2025 significa un incremento potenziale di circa 314 miliardi di metri cubi nello scenario più basso e di 373 miliardi di metri cubi nello scenario più alto.

In termini percentuali, equivale a una crescita nell’ordine del 7,5-8,9% in cinque anni.

Il rapporto ipotizza quindi altri anni di crescita della domanda, pur in un contesto nel quale la transizione energetica continua.

 

AI E DATA CENTER E DIGITALIZZAZIONE

Il rapporto sviluppa il legame tra gas, elettricità e intelligenza artificiale.

Alla fine del 2025 la capacità globale dei data center aveva raggiunto 141 GW, distribuiti in quasi 7.000 strutture. È più del doppio rispetto a cinque anni prima.

Nei prossimi anni la capacità dei data center in sviluppo potrebbe superare 500 GW entro il 2030, e circa il 64% di questa capacità sarebbe destinata a infrastrutture legate all’AI.

Un data center può essere costruito in circa 1-3 anni, mentre una grande infrastruttura di rete elettrica può invece richiedere 5-15 anni: la crescita della domanda elettrica potrebbe quindi essere molto più rapida della capacità delle reti di adeguarsi.

In questo spazio, le centrali e le infrastrutture gas possono fornire capacità programmabile e flessibile per garantire contemporaneamente disponibilità e continuità. La crescita dei carichi elettrici renderà sempre più necessaria la capacità di generazione che può essere attivata rapidamente.

Il rapporto approfondisce anche come l’AI sta entrando direttamente anche nell’industria del gas, dove viene utilizzata per esempio per ottimizzare produzione e manutenzione, analizzare grandi quantità di dati geologici e operativi, prevedere guasti e migliorare l’efficienza delle infrastrutture.

La digitalizzazione diventa così una delle strade attraverso cui l’industria cerca di produrre e trasportare gas in modo più efficiente.

 

LE PROSPETTIVE DI DECARBONIZZAZIONE DEL GAS

Il rapporto non sostiene soltanto la necessità di continuare a investire nel gas naturale. Dedica spazio anche alle tecnologie destinate a ridurne l’impatto emissivo.

Uno dei dati più interessanti riguarda il biometano. La capacità globale è cresciuta del 15% nel 2025, raggiungendo 16,5 miliardi di metri cubi. È prevista inoltre una crescita significativa entro il 2030, con la capacità destinata a essere più che quadruplicata rispetto ai livelli del 2020.

Il vantaggio del biometano, nella prospettiva del settore, è evidente: può utilizzare una parte importante delle infrastrutture esistenti del gas naturale, trasformando reti e impianti da infrastrutture esclusivamente fossili in infrastrutture capaci di trasportare anche gas rinnovabili.

L’altra grande area è la cattura della CO₂.

Nel 2025 la capacità operativa globale di cattura del carbonio è aumentata di 8 milioni di tonnellate l’anno, il maggiore incremento annuale dal 2020. La capacità operativa complessiva è arrivata a 74 Mtpa.

Inoltre, altri 19,5 Mtpa di capacità hanno raggiunto nel 2025 la decisione finale di investimento.

È ancora una quantità piccola rispetto alle emissioni globali, ma il dato importante per il rapporto è la velocità con cui il settore sta passando dalla fase dei progetti annunciati a quella degli investimenti effettivi.

 

INVESTIRE PER UN SISTEMA RESILIENTE

Il sistema ha resistito alla crisi di Hormuz perché negli ultimi quattro anni sono stati costruiti terminali GNL, aumentati gli stoccaggi, diversificate le fonti e sviluppate nuove rotte.

Occorre continuare a investire perché il sistema energetico sta diventando ancora più complesso.

Il rapporto individua almeno quattro fattori concomitanti che richiederanno un sistema energetico sempre più resiliente e flessibile: la crescita della domanda elettrica; lo sviluppo dell’AI e dei data center; gli eventi climatici estremi insieme alla maggiore domanda di raffrescamento e l’instabilità geopolitica, con il rischio di nuove interruzioni delle forniture.

A queste si aggiunge la necessità di ridurre le emissioni del sistema del gas.

Occorre quindi rendere il sistema più flessibile, diversificato e meno emissivo.

 

L’EUROPA NEL CONTESTO GLOBALE

Per l’Europa la lettura è particolarmente importante.

Il continente ha perso una parte strutturale delle forniture russe via pipeline e ha sostituito quei volumi con una combinazione di GNL, gas norvegese, produzione interna, stoccaggi e nuove infrastrutture.

Nel 2025 l’Europa ha importato 126,2 Mt di GNL, contro 100,1 Mt nel 2024. Gli Stati Uniti sono stati il principale fornitore, con circa 73,8 Mt, pari al 58,5% delle importazioni nette europee di GNL.

Ma questa nuova configurazione crea anche una nuova dipendenza: quella dal mercato globale del GNL. Per questo è necessario mantenere adeguati livelli di stoccaggio, capacità di rigassificazione e diversificazione dei fornitori.

Per l’Europa, in altre parole, la sicurezza energetica significa poter comprare gas da una pluralità di fornitori, trasportarlo attraverso più rotte, stoccarlo e rigassificarlo quando serve.

 

VERSO UN NUOVO SISTEMA GAS

Il Global Gas Report 2026 evidenzia come il gas stia assumendo una funzione sempre più legata alla flessibilità del sistema energetico. Mentre crescono solare ed eolico, aumenta anche la necessità di disporre di capacità che possa intervenire quando la produzione rinnovabile è insufficiente. Parallelamente, l’elettrificazione di industria, trasporti e consumi e la crescita dei data center fanno aumentare la domanda di elettricità.

Il risultato è un sistema nel quale elettroni e molecole devono convivere.

La transizione va interpretata come una progressiva integrazione dei sistemi energetici e non come una sostituzione di fonti con altre.

La sfida, quindi, non sembra essere più soltanto “quanta domanda di gas ci sarà”. È capire quanto il sistema sarà in grado di fornire quel gas — e l’elettricità che ne deriva — quando serve, a prezzi sostenibili e con emissioni progressivamente più basse. Il sistema gas non è più soltanto una fonte di energia, ma una delle infrastrutture strategiche per la flessibilità sulle quali si giocherà la sicurezza del sistema elettrico dei prossimi anni.

 

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