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Mix energetico globale: i dati della Statistical Review of World Energy 2026

Il mix energetico di sicurezza e resilienza guida le scelte dei mercati globali nel 2025. Le strategie di USA, Cina, Europa e India per far fronte a una domanda record

L’Energy Institute (EI), in collaborazione con Ember e con il supporto di Kearney e KPMG, ha presentato la 75ª edizione della Statistical Review of World Energy, che offre una analisi dei mercati energetici globali relativi all’anno 2025.

CONTESTO GEOPOLITICO – DIVERSE STRATEGIE ENERGETICHE GLOBALI

I dati 2025 della Review testimoniano come il sistema energetico globale si stia rapidamente frammentando, anche alla luce delle note contingenze geopolitiche. Per decenni, la direzione intrapresa sembrava ampiamente condivisa, con un mondo che si muoveva, seppur in modo disomogeneo, verso un sistema più pulito e integrato. Questo consenso si sta sgretolando e i paesi stanno ora compiendo scelte radicalmente diverse su come alimentare le proprie economie, spinti da un imperativo comune: sicurezza e resilienza.

Mentre le energie rinnovabili sono ancora in crescita, gli Stati Uniti stanno sfruttando la loro abbondanza energetica derivante da petrolio, gas e carbone per gestire la crescita della domanda di energia. La Cina sta implementando le energie rinnovabili su una scala senza precedenti, accumulando al contempo combustibili fossili per garantire adeguata sicurezza energetica. L’Europa sta riducendo la dipendenza dai combustibili fossili, gestendo al contempo una nuova dipendenza dai minerali critici utilizzati nelle energie rinnovabili e nel GNL. Il Medio Oriente sta investendo sia nell’espansione degli idrocarburi che nelle energie pulite. Lo stesso imperativo di sicurezza energetica, ma quattro strategie completamente diverse.

L’OFFERTA ENERGETICA TOTALE (TES) – IN CRESCITA TUTTE LE FONTI DI APPROVVIGIONAMENTO

L’offerta energetica totale (TES) ha superato i 600 EJ nel 2025, con un aumento dell’1,7% rispetto al 2024, confermando il trend di crescita a lungo termine della domanda di energia. Le energie rinnovabili sono state la principale fonte di crescita della TES, per la prima volta al di fuori di una recessione, con l’energia solare che ha rappresentato il 71% di questo incremento. Eppure lo studio evidenzia che la sfida non è più se le energie rinnovabili possono crescere, ma se i sistemi possono tenere il passo con tale crescita. Le infrastrutture di rete, la capacità di stoccaggio e le soluzioni di flessibilità non stanno crescendo allo stesso ritmo della generazione, limitando l’impatto a livello di sistema di una diffusione record.

Al contempo, i combustibili fossili hanno continuato ad espandersi raggiungendo livelli record in termini assoluti e hanno mantenuto la loro posizione dominante, rappresentando l’86% della TES. Tutte le fonti di approvvigionamento energetico, a livello globale, hanno registrato aumenti nel 2025.

IN CRESCITA DOMANDA E OFFERTA DI GAS NATURALE (+1,6%)

Nel 2025, la domanda di gas naturale globale ha registrato il secondo maggiore aumento dopo le energie rinnovabili, crescendo dell’1,6% su base annua, un dato di poco inferiore alla crescita media decennale dell’1,9%. La produzione e il consumo globali di gas naturale sono entrambi aumentati rispettivamente a 4.196 miliardi di metri cubi e a 4.186 miliardi di metri cubi. La produzione di energia elettrica da centrali a gas è cresciuta dello 0,6%, con la crescita che è trainata anche da altri settori, come quello chimico.

La crescita dei consumi si è concentrata in Europa (4,2%), Medio Oriente (2,9%) e Africa (3,6%). Anche il Nord America ha registrato una crescita (1,6%), mentre la regione Asia-Pacifico è cresciuta leggermente (0,3%).

La crescita della produzione è stata trainata dal Nord America (in aumento del 4% a 1.315 miliardi di metri cubi), dal Medio Oriente (2,8%) e dalla regione Asia-Pacifico (1,6%). La produzione è diminuita nella CSI (1,7%), in Europa (2,1%) e in Africa (0,4%). La regione Asia-Pacifico è rimasta la seconda regione consumatrice dopo il Nord America, con 976 miliardi di metri cubi, e la crescita è rallentata allo 0,3%. La maggiore domanda in Cina (2,3%) e a Taiwan (9,5%) è stata in gran parte compensata dai cali in India (5,9%) e Pakistan (7,8%).

Il commercio globale di gas naturale è aumentato dell’1,7% a 899 miliardi di metri cubi nel 2025, trainato dal commercio di GNL (in crescita del 6,5% a 495 miliardi di metri cubi).

Il Qatar ha registrato esportazioni per 111 miliardi di metri cubi, con un aumento del 3,8%. Le esportazioni di GNL dagli Stati Uniti sono aumentate del 27% a 147 miliardi di metri cubi.

L’Europa è rimasta il maggiore importatore di gas al mondo, con importazioni in aumento dell’11% a 267 miliardi di metri cubi. Le importazioni di GNL sono aumentate del 34,1% a 169 miliardi di metri cubi; le importazioni tramite gasdotto sono diminuite del 14,8% a 96 miliardi di metri cubi.

GENERAZIONE ELETTRICA – CRESCE LA CAPACITA’ GLOBALE RINNOVABILE, IL GAS RESTA CENTRALE

La generazione elettrica globale è aumentata del 3% nel 2025, raggiungendo 32.202 TWh. Si tratta di un incremento inferiore rispetto al +4% del 2024, ma in termini percentuali è quasi tre volte superiore alla crescita dell’offerta energetica complessiva registrata nel 2025. La crescita delle rinnovabili, pari a 861 TWh, ha superato l’aumento assoluto della domanda elettrica (855 TWh), determinando una riduzione della produzione da fonti fossili. Considerando l’aggiustamento per gli anni bisestili, come avviene per tutte le variazioni anno su anno riportate nel documento, la crescita della domanda risulta leggermente superiore, ma la generazione fossile diminuisce comunque.

Il solare ha registrato una crescita del 30% (650 TWh) e la sua quota sulla generazione totale ha raggiunto l’8,7%, superando per la prima volta l’eolico (8,4%) e avvicinandosi alla quota del nucleare (8,8%). La produzione nucleare è aumentata dell’1,3% nel 2025, rispetto al +2,6% del 2024. Il forte incremento del solare è stato trainato da un record di 511 GW di nuova capacità installata nel 2025. L’idroelettrico ha mostrato variazioni minime, mentre lo stoccaggio ha assunto un ruolo sempre più rilevante.

Per quanto riguarda le fonti fossili, la generazione da carbone è diminuita dello 0,3% (contro una crescita dello 0,7% nel 2024). Il carbone ha mantenuto la quota più elevata del mix elettrico globale, pari al 32,6% (10.511 TWh), ma per la prima volta è risultata inferiore alla somma delle rinnovabili, idroelettrico incluso, che ha raggiunto il 33,4%. Il gas è aumentato dello 0,6% (contro il +2,7% del 2024) e ha rappresentato il 22% della generazione elettrica. Il petrolio ha registrato la diminuzione più marcata in termini percentuali, con un calo dell’1,7%.

Il consumo di biocarburanti è aumentato dell’1,9%, mentre la produzione è cresciuta dello 0,7%.

EMISSIONI DI CARBONIO IN AUMENTO

Le emissioni derivanti dal consumo di combustibili fossili sono aumentate dell’1,1% raggiungendo 35.806,2 milioni di tonnellate di CO2. Oltre un terzo di tale aumento è attribuibile agli Stati Uniti. Le emissioni di CO2 in Europa le emissioni derivanti dal consumo di combustibili fossili sono aumentate dello 0,5%. Il Nord America ha registrato il secondo tasso di crescita regionale più elevato per le emissioni legate al consumo di energia, pari al 2,7% (dopo l’Africa con il 2,8%) e la maggiore crescita in termini assoluti, pari a 152,3 milioni di tonnellate di CO2, invertendo la tendenza al ribasso decennale della regione, pari allo -0,7%.

LA DIPENDENZA GLOBALE DALLE IMPORTAZIONI

I recenti shock dell’offerta hanno messo in luce vulnerabilità strutturali e punti critici nei principali sistemi energetici, e gli sforzi per ridurre la dipendenza dalle importazioni hanno prodotto risultati disomogenei. A livello globale, circa il 22% del consumo energetico è stato soddisfatto tramite importazioni nette, secondo i dati della Banca Mondiale del 2023. L’Europa ha ridotto la dipendenza dal gas russo, ma rimane esposta ai rischi di approvvigionamento da esportatori alternativi. Gli Stati Uniti hanno in gran parte invertito la loro dipendenza grazie alla crescita della produzione interna. La Cina ha rafforzato l’offerta interna di gas e carbone, ma continua a dipendere fortemente dalle importazioni per soddisfare il fabbisogno di petrolio e gas.

Europa

Nel 2025 l’Europa ha continuato a dipendere in modo significativo dalle importazioni energetiche, con il 55% del fabbisogno di gas coperto da forniture estere. La riduzione dei flussi dalla Russia, iniziata nel 2022, ha portato le importazioni via gasdotto a scendere a 36 miliardi di metri cubi, pari al 13,6% del totale, mentre il gas russo ha continuato ad arrivare anche sotto forma di GNL. L’UE punta a eliminare completamente le importazioni dalla Russia entro l’autunno 2027, sostituendole principalmente con GNL statunitense.

Sul fronte petrolifero, l’Europa produce solo una quota marginale del greggio mondiale e dipende dalle importazioni per il 75% del proprio fabbisogno. Le sanzioni alla Russia hanno spinto il continente a rivolgersi a fornitori più lontani, mentre la pressione normativa e i costi della CO₂ hanno ridotto l’attività di raffinazione, con una contrazione dei volumi lavorati del 21% dal 1998 al 2025.

Stati Uniti

Gli Stati Uniti hanno ridotto la loro vulnerabilità grazie allo sviluppo dello shale, diventando esportatori netti di gas e prodotti petroliferi. La produzione di gas e petrolio ha superato la domanda interna, mentre la capacità di raffinazione resta tra le più elevate al mondo. La dipendenza dalle importazioni è ormai limitata al greggio.

Cina

La Cina ha aumentato la produzione domestica di gas e carbone, ma la crescita della domanda mantiene elevata la necessità di importazioni. Nel 2025 le importazioni di gas si sono spostate verso fornitori come Qatar e Russia, mentre quelle di petrolio hanno continuato a crescere. Il Paese ha ampliato anche le scorte strategiche e, pur essendo il principale produttore di carbone, continua a importarne una quota rilevante.

India

L’India rimane fortemente dipendente dalle importazioni di petrolio e gas. La produzione di carbone è aumentata negli ultimi anni, coprendo gran parte della domanda, ma non eliminando la necessità di ricorrere a fornitori esteri. Il Paese è un importante centro di raffinazione ed esporta prodotti petroliferi, pur continuando a importare grandi volumi di greggio.

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