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Report McKinsey: i combustibili fossili guideranno il consumo energetico globale anche dopo il 2050

Il report prevede che, nel 2050, i combustibili fossili rappresenteranno circa il 41-55% del consumo energetico mondiale: quota inferiore rispetto all’attuale 64%, ma superiore alle stime precedenti

I combustibili fossili saranno l’elemento preminente del mix energetico anche oltre il 2050. Secondo il nuovo rapporto di McKinsey “Global Energy Perspective 2025”, l’incremento della domanda di elettricità sarà dovuto soprattutto ad un aumento della domanda stimato del 20-40%, entro il 2050, nei settori dell’industria e dell’edilizia. Un ruolo lo avrà anche l’energia richiesta dai data center nordamericani.

NEL 2050 I COMBUSTIBILI FOSSILI SARANNO IL 41-55% DEL CONSUMO GLOBALE

Il report rileva che, nel 2050, i combustibili fossili rappresenteranno circa il 41-55% del consumo energetico mondiale: quota inferiore rispetto all’attuale 64%, ma superiore alle stime precedenti. La domanda di energia elettrica legata ai data center negli Stati Uniti dovrebbe aumentare, ogni anno, di quasi il 25% fino al 2030, mentre a livello globale crescerà annualmente in media del 17% tra il 2022 e il 2030, soprattutto nei Paesi OCSE.

Secondo McKinsey, infatti, è molto difficile che i combustibili alternativi raggiungano un’ampia quota di utilizzo prima del 2040.

IL RUOLO DEL GAS NATURALE E DEL CARBONE

Negli scenari “Continued Momentum” e “Slow Evolution” presentati da McKinsey, i combustibili fossili manterranno una quota significativa del mix energetico anche oltre il 2050. “Il gas naturale potrebbe registrare la crescita maggiore nell’uso, sostituendo in molti casi i combustibili a maggiori emissioni – scrivono gli analisti -. Anche l’uso del carbone potrebbe persistere a livelli più elevati rispetto a quelli osservati nelle precedenti previsioni di McKinsey”. Fonti alternative come l’idrogeno verde e altri combustibili sostenibili, a causa dell’accessibilità economica, potrebbero non essere competitive con i combustibili tradizionali, almeno nel breve termine.

LE DINAMICHE A LIVELLO REGIONALE

A livello regionale, secondo le previsioni, la Cina manterrà il ruolo di leader nell’elettrificazione, seguita da Nord America e India, mentre a trainare il consumo di carbone sarà soprattutto l’industria pesante nei Paesi ASEAN e in Cina. Nel breve periodo, i data center dovrebbero contribuire ad una nuova quota di domanda trasformativa, soprattutto nei Paesi OCSE, dove in passi in avanti in termini di efficienza energetica potrebbero non essere più sufficienti a compensare la crescita della domanda.

LE PREVISIONI SULLE ENERGIE RINNOVABILI

Con tutta probabilità le fonti rinnovabili variabili e la generazione a gas guideranno la nuova fornitura di energia. Tuttavia, le dinamiche dei mercati locali influenzeranno l’adozione di tecnologie pulite: dove il gas sostituisce ampiamente il carbone, si assisterà ad un decremento dell’intensità delle emissioni del settore elettrico. Le fonti di energia pulita e stabile – nucleare, geotermico e idroelettrico – sono previste in espansione. Nonostante la loro implementazione su larga scala sia ancora lontana, queste tecnologie rappresenteranno delle importanti integrazioni alle fonti rinnovabili intermittenti (eolico e fotovoltaico) e garantiranno energia resiliente e competitiva in termini di costi.

LA NECESSITÀ DI INVESTIRE NELLA DECARBONIZZAZIONE

Gli analisti di McKinsey stimano che gli investimenti per la decarbonizzazione del sistema energetico potrebbero avere un impatto maggiore se, oltre a quello energetico, venissero impiegati anche in altri settori. Le prospettive energetiche globali sono influenzate dall’incertezza geopolitica e dalla priorità che i governi stanno dando all’accessibilità economica e alla sicurezza energetica rispetto al raggiungimento degli obiettivi climatici. Secondo il rapporto, infatti, anche i rischi di recessione energetica, i dazi e l’innovazione tecnologica contribuiscono alla continua dipendenza dai combustibili fossili.

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