
Sostenere la produzione nazionale di gas per rafforzare sicurezza energetica e competitività: Proxigas in audizione al Senato sul DL prezzi carburanti e attività energetiche strategiche
Il gas resterà essenziale nel sistema energetico. In Italia la produzione di gas rappresenta solo il 5% dell’approvvigionamento totale, sostenerne la produzione nazionale è necessario per rafforzare la sicurezza e l’indipendenza energetica e la competitività del mercato italiano
Proxigas è intervenuta in audizione presso la Commissione Ambiente ed Energia del Senato nell’ambito dell’esame del decreto-legge 157/2026 in materia di prezzi dei carburanti e attività energetiche strategiche, che, all’articolo 2, introduce norme per semplificare i procedimenti amministrativi relativi alle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi su terraferma.
L’Italia e l’Europa hanno rinunciato a sviluppare la produzione domestica di gas pensando di poterne facilmente fare a meno. Eppure, i consumi in questi anni sono tornati a crescere nonostante le tensioni di prezzo rilevate sui mercati, a dimostrazione di quanto sia difficile sostituire il gas, sia negli usi finali, nel residenziale e nell’industria, sia nella generazione elettrica.
LA DOMANDA DI GAS È MOLTO RESILIENTE
Negli ultimi anni i consumi sono aumentati sia in Europa sia in Italia soprattutto perché il gas ha supportato la generazione elettrica necessaria a compensare l’intermittenza delle fonti rinnovabili e la crescita della domanda di raffrescamento, una tendenza che potrebbe rafforzarsi con lo sviluppo dei data center. Inoltre, molti settori industriali sono difficili da elettrificare e, nel residenziale, i limiti tecnici ed economici riducono fortemente la diffusione delle pompe di calore (meno di 2 milioni su 16 milioni di abitazioni in classe F e G1). Anche quando installate, queste possono essere alimentate solo in parte da elettricità rinnovabile (tra il 28% e il 35%), richiedendo per il resto energia prodotta con il gas. Il gas mantiene infine un ruolo centrale nel teleriscaldamento e nella cogenerazione, che in Italia dipendono ancora in larga misura dal gas naturale, rispettivamente per il 69,8% e l’81,2%.
LA PRODUZIONE NAZIONALE RAPPRESENTA IL 5% DELL’APPROVVIGIONAMENTO
L’Europa è il continente che più dipende dalle importazioni di gas, circa il 90%. La produzione nazionale di gas copre oggi una quota molto ridotta del fabbisogno italiano (circa il 5%). Negli ultimi trent’anni l’estrazione domestica è diminuita drasticamente, passando da circa 20 miliardi di metri cubi nel 1994 a poco più di 3 miliardi nel 2025. Se alla fine degli anni Novanta la produzione nazionale soddisfaceva circa un terzo della domanda, oggi rappresenta appena il 5% dell’approvvigionamento, mentre il GNL copre oltre il 30% del fabbisogno nazionale, quasi la metà proveniente dagli Stati Uniti.
SICUREZZA, INDIPENDENZA E AMBIENTE
In un contesto segnato da tensioni geopolitiche e da una domanda destinata a rimanere significativa, aumentare l’estrazione domestica contribuirebbe a rafforzare l’indipendenza e la sicurezza energetica, a garantire maggiore flessibilità e resilienza grazie alla diversificazione e a favorire la sostenibilità economica delle forniture per famiglie e imprese. Permetterebbe inoltre di ridurre l’impatto ambientale, considerato che importare GNL dall’estero comporta un maggiore impatto ambientale rispetto alla produzione sul territorio nazionale
Una strategia in linea con quanto avviene nelle principali economie mondiali, che coprono con la produzione interna una quota rilevante del proprio fabbisogno energetico (gli USA sono esportatori netti e la Cina produce il 60% del gas che consuma).
1 Studio BIP Consulting – La decarbonizzazione dei consumi termici residenziali
Memoria Proxigas – DL 157-2026 – AS 2029
Presentazione Proxigas – Audizione DL 157-2026 – AS 2029 – 22.9.26
